10/09/2026 · REGICODE
Come scegliere l'agenzia web ad Arezzo
Il mestiere dell'orafo si giudica dal banco, quello di una web agency dai siti che ha online. Eppure tanti scelgono il fornitore web dal preventivo più basso o dal conoscente di famiglia, e se ne accorgono un anno dopo, quando il sito non porta niente e non è nemmeno loro. Ecco una checklist per non finirci.
1. Portfolio verificabile, non bozze
Il primo filtro è brutale ma efficace: chiedi indirizzi di siti veri, online adesso, e aprili. Un portfolio di immagini può essere disegnato in un pomeriggio; un sito in produzione con un cliente vero dietro no. Se i lavori mostrati non hanno un link cliccabile, chiediti perché.
2. Proprietà: il sito deve essere tuo
La fregatura più diffusa del settore non è il prezzo: è il vincolo. Siti "in comodato", domini intestati all'agenzia, canoni mensili che se smetti di pagare il sito sparisce. Prima di firmare, una domanda sola: il dominio sarà intestato a me, e se tra un anno vado via cosa mi porto dietro? La risposta giusta è: tutto.
3. Le opzioni reali per chi è in zona
Ad Arezzo e provincia la scelta tipica è tra il grafico/freelance locale (rapporto diretto, ma chiedi cosa succede quando è pieno di lavoro o cambia mestiere), le agenzie fiorentine o senesi (solide ma con listini da capoluogo turistico) e i partner remoti specializzati. La sede conta meno del portfolio: un fornitore che ha già fatto siti per il tuo settore (ospitalità, oro, agroalimentare) parte con metà del lavoro di comprensione già fatto.
4. Tempi e costi scritti
Una proposta seria contiene scadenze e cifre, nero su bianco, prima di qualsiasi pagamento. "Dipende" è una risposta accettabile a voce al primo contatto, non in un preventivo. Se i tempi non sono scritti, non esistono.
5. Chi lavora davvero al progetto
In molte agenzie tra te e chi scrive il codice ci sono un commerciale, un referente clienti e un responsabile di progetto. Ogni passaggio costa e distorce. Chiedi chi farà materialmente il design e lo sviluppo, e se puoi parlarci: se la risposta è vaga, il preventivo paga anche molta intermediazione.
6. Cosa succede dopo la pubblicazione
Il sito non finisce alla consegna: servono aggiornamenti, piccole modifiche, rinnovi di dominio e hosting. Chiarisci prima come funziona l'assistenza e quanto costa. Diffida dei canoni obbligatori mascherati da "manutenzione" che non specificano cosa includono.
7. Le domande che smascherano subito
Prima di firmare, tre domande scritte: il dominio è intestato a me o a voi? Testi e foto chi li fa, e sono nel prezzo? Se l'anno prossimo voglio andarmene, cosa mi porto via e cosa pago? Nell'aretino abbiamo visto troppi casi di siti "in affitto" travestiti da offerte convenienti: la risposta a queste tre domande li smaschera in un minuto.
In sintesi
Lavori veri e verificabili, proprietà tua, tempi e costi scritti, filiera corta, assistenza chiara. Chi supera questi cinque punti è un buon fornitore, ovunque abbia la sede. Se vuoi metterci alla prova: il preventivo è gratuito e arriva entro 24 ore lavorative.